Lotta al caporalato in agricoltura: Uil e Uila chiedono prevenzione, tecnologia e stop al cibo frutto dello sfruttamento
A lanciarlo è un appello congiunto del Segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, e della Segretaria generale della Uila-Uil, Enrica Mammucari, che tracciano la rotta per eradicare una piaga che danneggia i lavoratori, penalizza le imprese trasparenti e compromette la reputazione dell'intero Made in Italy agroalimentare.
Stop a criminalità organizzata e "cooperative senza terra"
Uno dei nodi centrali sollevati dai sindacati riguarda l'evoluzione dei meccanismi di sfruttamento. Oggi il caporalato si maschera sempre più spesso dietro forme apparentemente legali:
Infiltrazioni criminali: La criminalità organizzata continua a condizionare pesantemente il comparto agricolo.
Pseudo-imprese e cooperative "senza terra": Si tratta di strutture prive di reali mezzi aziendali, utilizzate come paravento burocratico per compiere intermediazione illecita e violare i diritti dei lavoratori, in gran parte extracomunitari.
Rendere operativi gli strumenti già previsti dalla legge
Bombardieri e Mammucari evidenziano come la lotta all'illegalità sia bloccata dal mancato funzionamento di strumenti normativi già approvati ma rimasti finora incagliati nella burocrazia:
Banca dati degli appalti in agricoltura: Introdotta due anni fa per tracciare la regolarità dei contratti, è tuttora inattiva e necessita di immediata operatività.
Sistema informativo per la lotta al caporalato: Deve diventare pienamente funzionale attraverso l'interconnessione delle banche dati di INPS, INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) e AGEA.
Tecnologie e analisi geospaziale: L'incrocio dei dati amministrativi con i rilievi satellitari e geospaziali permetterebbe di individuare tempestivamente le anomalie nei comportamenti aziendali, programmando ispezioni mirate nei territori a maggior rischio e durante le grandi campagne di raccolta stagionale.
Welfare, trasporti e incrocio trasparente tra domanda e offerta
La prevenzione si costruisce garantendo servizi legali ed efficienti sul territorio. Per Uil e Uila è indilazionabile dare piena operatività alle sezioni territoriali della Rete del lavoro agricolo di qualità, coordinate con il lavoro fondamentale degli Enti bilaterali agricoli territoriali.
L'obiettivo è creare un presidio permanente di legalità in grado di connettere istituzioni, parti sociali e servizi pubblici per risolvere i nodi storici del settore:
Gestione trasparente dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro.
Organizzazione di trasporti sicuri e legali per i braccianti.
Soluzioni abitative dignitose per superare la piaga dei ghetti.
La condizionalità sociale della PAC: risorse pubbliche solo a chi rispetta il lavoro
L'analisi del sindacato si estende infine alle dinamiche economiche globali. Una competizione al massacro, basata unicamente sulla corsa al prezzo più basso dei prodotti agricoli, si traduce inevitabilmente nella compressione del costo del lavoro e dei diritti.
Per questo motivo, Bombardieri e Mammucari ribadiscono fermamente la necessità di difendere e applicare la condizionalità sociale della PAC (Politica Agricola Comune): i fondi pubblici europei devono essere erogati esclusivamente alle aziende che rispettano i contratti collettivi, la legislazione sociale e le norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
"La dignità del lavoro", concludono i due segretari, "deve rappresentare sempre di più una condizione inderogabile della competitività, sia in Italia sia in Europa, fino alla definizione di tutti i futuri accordi di libero scambio".