Torna a tutte le news Lun 25 maggio 2026

Firmato il rinnovo del CCNL Agricoltura 2026-2029

FIRMATO IL RINNOVO DEL CCNL AGRICOLTURA 2026-2029 ACCORDO SIGLATO A PALAZZO DELLA VALLE


Aumento salariale del 5,1% nel biennio 2026/2027, contrasto alla carenza di manodopera con contratti triennali e un piano di welfare rafforzato. L’intesa interessa oltre 1 milione di lavoratori e 170.000 imprese.

È stata siglata nella notte, nella storica cornice di Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura, la firma sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) per gli operai agricoli e florovivaisti. L’accordo, che coprirà il quadriennio 2026-2029, arriva al termine di una trattativa complessa ma guidata da un forte senso di responsabilità, e introduce importanti novità per un settore strategico dell'economia nazionale.

Sul fronte economico, l'intesa prevede un incremento retributivo del 5,1% per il biennio 2026/2027, che verrà corrisposto ai lavoratori in due distinte tranche. Si tratta di un aumento giudicato in linea con gli indicatori macroeconomici di riferimento, introdotto con il duplice obiettivo di salvaguardare il potere d’acquisto dei lavoratori e, al contempo, permettere alle aziende una programmazione finanziaria sostenibile e certa nel medio periodo.
Sempre in ambito retributivo, il testo definisce i criteri per l’individuazione del Trattamento Economico Complessivo (TEC). Si tratta dell'elemento cardine che servirà da riferimento per la determinazione del “giusto salario”, in stretta applicazione di quanto previsto dal decreto-legge dello scorso 1° maggio.

Le novità più significative del testo affrontano direttamente la principale criticità lamentata oggi dalle imprese agricole: la difficoltà di reperire e trattenere la manodopera qualificata. Per invertire questa tendenza, le parti sociali hanno introdotto strumenti contrattuali inediti e flessibili:
Contratti a termine triennali: una nuova formula per dare continuità all'impiego stagionale.
Convenzioni per la programmazione delle assunzioni: per consentire alle aziende una pianificazione della forza lavoro a lungo termine.
Fidelizzazione economica: l'istituzione di un elemento aggiuntivo della retribuzione (un vero e proprio "premio di fedeltà") destinato ai lavoratori a termine che scelgono di reiterare i rapporti di lavoro con la stessa azienda.

Il nuovo impianto contrattuale non dimentica le fasce più vulnerabili: è stato infatti previsto un significativo ampliamento delle tutele garantite dal sistema di welfare contrattuale, pensato per sostenere i lavoratori che si trovano in situazioni personali o familiari di particolare difficoltà.
I numeri del rinnovo sono imponenti: il contratto regola infatti l'attività di quasi 170.000 imprese e dà risposte a oltre 1 milione di lavoratori in tutta Italia.
Il commento di Confagricoltura: «Fatto il nostro dovere, ora tocca alla politica»
Grande soddisfazione è stata espressa dai vertici di Confagricoltura. Sandro Gambuzza, vicepresidente con delega al lavoro e parte attiva del tavolo negoziale, ha voluto sottolineare l'approccio costruttivo dell'organizzazione:

“Nonostante l’aumento dei costi di produzione e le difficoltà d’approvvigionamento delle materie indispensabili all’attività produttiva, abbiamo voluto dare un segnale concreto ai nostri collaboratori e dipendenti. Siamo consapevoli dell’importanza che il fattore umano riveste per le aziende agricole italiane, soprattutto in un periodo come questo, in cui l’incertezza derivante dal contesto internazionale richiede un maggiore impegno produttivo per rimanere competitivi”.
A fargli eco, il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che ha evidenziato lo sforzo collettivo del mondo imprenditoriale, lanciando però un monito chiaro alle istituzioni:
“Le imprese hanno fatto la loro parte, non senza importanti sacrifici, pur in un momento di difficoltà. Ora ci aspettiamo interventi legislativi che possano accompagnare il rinnovo contrattuale favorendo la stabilizzazione occupazionale in agricoltura”.

“Siamo profondamente soddisfatti di un rinnovo che arriva a pochi mesi dalla scadenza del Ccnl e conferma il buon livello delle relazioni sindacali che caratterizza il settore. Dopo una giornata di intense trattative, infatti, abbiamo restituito ai lavoratori ed al sistema delle imprese un accordo capace di fornire tutele e certezze in un periodo, come quello attuale, caratterizzato da instabilità e molteplici crisi. Siamo orgogliosi di aver risposto alle tante esigenze di un settore agricolo in profondo mutamento”. 

Lo dichiara la segretaria generale Uila Enrica Mammucari a margine del rinnovo del contratto nazionale degli operai agricoli e florovivaisti 2026-2029, scaduto a dicembre 2025, e che interessa oltre un milione di lavoratrici e lavoratori.

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