Una legge di bilancio sbagliata: Uil Veneto organizza assemblee, sit-in e incontri con i Prefetti

gio 15 dicembre 2022

Uil Veneto ha deciso per il momento di non proclamare lo sciopero generale di 4 ore contro i contenuti della manovra finanziaria, ma di concentrarsi su iniziative locali: assemblee, incontri con i delegati, sit-in davanti alle Prefetture, incontri con i parlamentari veneti. Ecco il documento con le motivazioni della mobilitazione.

Mancano le risposte necessarie per sostenere i redditi dei lavoratori, dei pensionati e delle famiglie per sostenere la crescita economica ed evitare che l’Italia vada in recessione.
la UIL chiede un taglio del cuneo fiscale, la detassazione delle tredicesime, la detassazione degli aumenti contrattuali e la detassazione degli accordi di secondo livello.

L’aumento dei voucher a 10.000 euro e l’allargamento della platea dei prestatori rappresentano un fatto gravissimo che precarizza i rapporti di lavoro.
Sono necessari segnali chiari per rendere meno precario il lavoro sulla base del modello spagnolo e sancire, senza alcuna titubanza, che le assunzioni devono essere a tempo indeterminato, lasciando la regolazione della buona flessibilità di entrata alla contrattazione collettiva.

Contraria ai principi di progressività e di equa compartecipazione alle spese dello Stato è l’estensione della flat tax fino a 85.000 euro, poiché si farà gravare ancora più pesantemente sui lavoratori dipendenti e pensionati il carico dell’Irpef.
Per la UIL va ampliata la base imponibile e rendere più progressiva l’imposta.

Sbagliato l’aumento del tetto all’utilizzo del contante e la possibilità di poter rifiutare pagamenti elettronici fino a 60 euro, un intervento a favore solo degli evasori.
Chiediamo al Parlamento di modificare queste misure, semplificando l’utilizzo del POS e della moneta elettronica e riducendo il tetto all’uso del contante.

La UIL è stata tra le prime a sostenere la necessità di una tassazione sugli extra profitti. Tuttavia, il disegno di legge di bilancio depotenzia questa imposta.
La tassazione sugli extra profitti di tutte quelle società energetiche e non energetiche, che dalla crisi pandemica, energetica e geopolitica hanno tratto un enorme beneficio, rappresenta un atto di equità e giustizia, che non lede gli interessi delle aziende stesse e che deve portare nel sistema quelle risorse per interventi sociali urgenti e per sostenere la buona e stabile occupazione.

Iniquo il blocco della rivalutazione per le pensioni: un danno rilevante per i pensionati italiani.
Non vi è traccia di misure che introducano una vera flessibilità di accesso alla pensione: quota 103 risponde in minima parte alle legittime aspettative dei lavoratori precoci, lavoratori con carriere stabili e durature, non intervenendo in alcun modo in aiuto delle categorie più fragili, come i lavoratori con carriere discontinue o prevalentemente part time, i disoccupati con età elevate, chi ha gravi disabilità o chi assiste un familiare con disabilità.

È intollerabile che nella manovra non sia previsto nulla sulla tutela della salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.
Sono necessari investimenti per promuovere la cultura della sicurezza, a partire dalle scuole.

Sul fronte della Pubblica Amministrazione continua a mancare una visione e una conseguente scelta tesa alla compiuta messa a terra del PNRR.
Ci vuole un piano complessivo e organico di assunzioni per la realizzazione dei progetti, la cui necessità si è già palesata con forza durante la pandemia a fronte delle pesanti carenze organiche.

La manovra, inoltre, sembra del tutto scollegata dagli obiettivi di transizione ecologica previsti nel PNRR.
I provvedimenti in materia di contrasto al rincaro energia sono insufficienti per tutelare il potere d’acquisto dei cittadini. Inoltre, l’intervento prevede coperture solo fino a marzo 2023.

Mancano, poi, risorse per investimenti nella scuola, nella ricerca e nella sanità, che sono settori strategici per lo sviluppo del Paese.
E’ utile accedere alle risorse del “Mes sanitario”, che in questo momento potrebbe immettere nel sistema quella liquidità necessaria ad un’azione di rinnovamento di strutture e macchinari capillare sul territorio.

Del tutto insufficienti le risorse destinate al trasporto pubblico locale in quanto gli stanziamenti previsti coprono a mala a pena i mancati ricavi dovuti al Covid e non c’è null’altro per affrontare il caro carburante.
A pagare le conseguenze del sottodimensionamento degli stanziamenti in questo settore saranno le lavoratrici e lavoratori del settore anche in termini contrattuali e le persone/utenti del servizio.

 

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