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Lavoro, “no a un milione di disoccupati con l’ortofrutta che marcisce nei campi”

sab 18 aprile 2020

“In Veneto, dal 23 febbraio al 5 aprile, sono andati in fumo 40.000 posti di lavoro, di cui 30.000 sono contratti a termine non rinnovati. A livello nazionale, ogni mese, ci sono circa 300.000 contratti a termine scaduti che rischiano di non essere rinnovati a causa di attività produttive ferme. Nonostante il blocco dei licenziamenti ottenuto da Cgil, Cisl e Uil, si stima che entro l’estate ci saranno circa un milione di disoccupati in più, conseguenti all’emergenza coronavirus”.

Così il segretario generale della Uila-Uil Stefano Mantegazza sintetizza i dati forniti dall’agenzia Veneto lavoro e quelli allo studio del ministero dell’economia.

“A fronte di questi dati, confermo quanto già detto più volte” afferma Mantegazza “la mancanza di manodopera in agricoltura è un falso problema. Quello vero è come fare arrivare a un milione di nuovi disoccupati le offerte di lavoro delle aziende agricole e questo può avvenire solo attraverso l’uso di piattaforme informatiche in grado di gestire l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro. Purché questo servizio non rimanga in mano ai soliti noti, cioè i caporali, la Uila non ha preclusioni: ben venga un sistema pubblico e guardiamo con attenzione anche alle iniziative di Confagricoltura e Coldiretti ma restiamo convinti che l’unica soluzione sia quella di una gestione congiunta affidata alle parti sociali attraverso gli enti bilaterali agricoli territoriali, previsti tra i soggetti attuatori della legge 199/2016 e della Rete del lavoro agricolo di qualità”.

“A chi pensa di poter fare da solo o, al contrario, che la soluzione migliore sia non fare nulla” conclude Mantegazza “rivolgiamo un unico messaggio: Sbrigatevi! Perché non vorremmo che dopo la fake news della penuria di manodopera, l’agricoltura e i disoccupati dovessero pagare la beffa dell’ortofrutta che marcisce nei campi e di un milione di persone senza lavoro”.

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