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Assegno unico, Autority pubblica conferma: meno soldi per un milione di figli

lun 27 dicembre 2021

“Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire” recita un proverbio che ben si addice alla ministra Bonetti e ai tanti parlamentari che, in questi mesi, hanno fatto “orecchie da mercante” alle reiterate denunce della Uila e della Uil sulle iniquità introdotte con la riforma dell'assegno unico universale che vengono oggi confermate dall'ufficio parlamentare di bilancio, la massima autorità dei conti pubblici”. Così il segretario generale della Uila-Uil commenta i dati pubblicati oggi dal quotidiano La Repubblica.

“A causa di questa riforma, certifica l'ufficio parlamentare di bilancio, oltre un milione di figli a carico di 746.000 famiglie italiane (il 10% del totale) percepiranno, infatti, un sostegno più basso del precedente, con una perdita annua media di 503 euro a famiglia e 362 a figlio. È un dato che abbiamo denunciato già dal mese di ottobre” spiega Mantegazza “al quale il governo ha timidamente risposto introducendo nella riforma una “finta clausola di salvaguardia” che però non si applica a tutti e che, per giunta, avrà solo 12 mesi di efficacia”.

“La massima autorità dei conti pubblici conferma i nostri dati: si tolgono risorse ai più poveri, a chi nel tempo si è comprato casa, a chi ha un ISEE un po' più alto perché paga le tasse, per darle a chi le tasse non le paga e non intende presentare l'ISEE e a chi è benestante e dei 50 euro al mese che la la legge gli regala potrebbe farne a meno” aggiunge Mantegazza “inoltre, come ripetiamo da mesi, non esiste ancora piena consapevolezza tra i lavoratori dipendenti dell'altra grande iniquità di questa riforma: la perdita delle anticipazioni in busta paga degli assegni e delle detrazioni”.

“Consigliamo alla ministra Bonetti e al governo di correre rapidamente ai ripari” conclude Mantegazza “perché la UILA metterà in campo tutte le iniziative utili a correggere questa legge sbagliata e ingiusta, pensata e realizzata da chi ha scarsa conoscenza e poca pratica con il paese reale”.

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